Archive for maggio 2013

Le Avventure dei Giocattoli con l’Anima… Il Negozio e le buie scatole…

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Ohi! Che buio in questa scatola! Voglio uscire! “Ehi tu Ruspa Sped! Come va ?” “Non ti senti stretta?”, “Non me ne parlare Trattore Fattore, non vedo l’ora di uscire”.

“Chiamiamo l’Escavatore Spid, sentiamo cosa dice”, affermò il Trattore. L’Escavatore si trovava nel ripiano più in alto nella scaffalatura del negozio di giocattoli.

“Chissà se ci sente da lassù?”, “Escavatore Spid!!!” “ mi senti?” “Ehi Spid!”.

Nulla nessuna risposta dal ripiano superiore, che abbia una scatola sonorizzata? Pensò il Trattore Fattore. Però il trattore era un tipo testardo, non mollava facilmente.

“Ehi Ruspa dai al mio tre urliamo insieme!” “Chiamiamo Spid l’Escavatore, il suono della mia voce muore nella scatola, forse in due ci riusciamo”.

 “Ok ci sto” disse Sped “ chi conta?” , ”come chi conta?” disse il Trattore, “ è che io non so contare” disse la Ruspa abbassando timidamente la benna, “ davvero non sai contare?” ribatté il Trattore, “davvero…”rispose  Sped.

In quel momento era contenta di essere nella scatola così nessuno la vedeva, si sentiva rossa di vergogna, anche se non era possibile dato che il suo costruttore non l’aveva tinta.

Aveva preferito lasciare che ogni giocattolo fosse privo di colore, voleva esaltarne le meravigliose venature del legno, ogni piccolo nodo. In quel modo rendeva ogni giocattolo unico, singolare. Anche se le fattezze erano identiche, ma le striature lo rendevano diverso. Al costruttore piacevano cosi.

 Anche i giocattoli ne erano contenti, perché si sentivano diversi, e in fase di rifinitura si osservavano un con l’altro per guardarsi nelle differenze.

 Il bello veniva quando il falegname prendeva su il gioco e lo rimirava per guadare se ci fossero eventuali imperfezioni, poi prendeva la carta vetrata e gli dava un carteggiatina veloce. Lui non poteva sapere quante risa silenziose uscivano dal giocattolo, quelle carteggiatine gli facevano provare il solletico. Non poteva neppure udire le loro voci, che dicevano “anch’io!” “anch’io!”. Tutti volevano una carteggiatina per ridere e giocare un po’.

Poi arrivava il momento di essere messi nella scatola. Lì il buio, anche se la scatola era bella e confortevole, il giocattolo amava stare fuori a giocare con i bambini.

“ Che è successo? Perché sei silenziosa Ruspa”, “ mi vergogno” rispose lei. “ Ma dai? Non ti devi vergognare, imparerai un giorno o l’altro, nessuno nasce imparato?”. “Vedrai che quando andrai in casa di un bambino imparerai un sacco di cose, mentre lui apprende tu sentirai e diventerai istruita”. “Ma ora basta, chiamiamo Spid, al mio tre! Uno…Due…Tre… Spid!!!!” urlarono in coro.

 “ Ehi! Che c’è? Chi mi chiama?”, “ Siamo noi “ disse il Trattore, “siamo io e Sped”. “Ciao Fattore, cosa e’ successo, perché mi chiami? Stavo schiacciando un pisolino”. “Scusa Spid non volevo svegliarti, ma non sei stanco di stare nella scatola?”, “ Un po’ a dire il vero, avrei bisogno di sgranchirmi un pochino”. “Noi ci stiamo annoiando da matti e vogliamo uscire!” . ”Già ma come si fa?” rispose Spid,

“Chiama lo schiacciasassi Spod, lui è possente forse gli viene un’idea”, “ok ma dato che lui è più in alto di te forse non mi sente, chiamiamolo tutti insieme” disse il Trattore, “va bene” ribatté Spid .

“ Stavolta conto io fino a tre” disse timidamente Sped. Spid rise…”la timida Ruspa ha preso coraggio”, “Si! Voglio provare a contare” disse orgogliosa. “ Ok brava! comincia” ribatté Fattore. “ Uno…Due…Tre…!”

“Spod!” “Spod!” Spod!”. “ Chi è? Che cosa volete?” disse Spod con la sua vociona grossa. “Siamo noi! Gli altri giocattoli con l’Anima! ”, “ciao Fattore ti ho riconosciuto sai, sei sempre quello che fa casino e organizza scorribande”, “che è successo? Perché mi chiamate?”, “ siamo stanchi di stare nelle scatole e vogliamo uscire, ma non abbiamo idea di come fare”.

 “ Che cos’è tutto questo casino?” disse Culla Nanna, “ mi avete svegliato!”. “Non brontolare sempre, Nanna” disse Spod con il suo vocione, “c’è in atto una riunione fra i giocattoli!”, “riunione per uscire dalle scatole” replicò Spod, “allora bisogna convocare tutti” ribatté lei con la sua vocina squillante. “Ok chi manca all’appello?” chiese Spod al Fattore, “la Locomotiva e tutti i Vagoni, poi l’Altalena Serena, il Carro armato Bum, il Camion Pippo, il Carro Porto, l’Aereo Spad e i Dondoli”. “Udite! Udite! Svegli tutti! Ogni Giocattolo  è convocato per la riunione generale!” disse Nanna con la sua voce super squillante.

 Per la sorpresa degli altri giocattoli l’effetto di Nanna fù sorprendente, tutti nel giro di poco erano attenti e vigili.

Fattore mise al corrente tutti dell’idea di uscire dalle scatole, dato che tutti erano d’accordo ma nessuno aveva idea del come, ognuno pensò a come con i propri mezzi potesse aiutare nell’impresa.

Il primo a prendere la parola fu l’Aereo Spad “ci penso io!” disse. “Come?” ribadì Spod, “ io posso volare!” disse felice Spad “e quindi?” disse Fattore, “io mi innalzo in volo poi passo vicino ad ognuno di voi, mi faccio cadere di colpo su un angolo della vostra scatola e la faccio cadere a terra!”. “ Bella idea!” disse Spod “ma non ci faremo male” ribadì la Ruspa, “ma no tranquilla c’è la scatola che attutirà il colpo a terra”, “ok! Bella idea Spad, proviamo” disse Fattore.

Una ad una Spad fece cadere le scatole a terra, i giocattoli ne uscirono illesi e felici. Ormai era l’alba e di li a poco sarebbe arrivato il negoziante ad aprire il negozio. Chissà che avrebbe detto nel vedere tutto quel casino. Ma i giocattoli ora erano contenti, erano tutti fuori dalle scatole pronti a giocare. “L’unione fa la forza” disse la saggia Locomotiva…

Di li a poco cominciarono a sentirsi osservati… Dalla vetrina si vedevano un ammasso di scatole con i giochi di fuori, una sorta di disordine composto.

Sembrava creato apposta, attirava magicamente l’attenzione dei passanti e soprattutto quella dei bambini, che ogni giorno mentre andavano a scuola si affacciavano alla vetrina per rimirare i loro giocattoli preferiti.

Ma evidentemente erano sfuggiti ai loro sguardi quei giocattoli in legno. Forse troppo chiusi nelle scatole o messi troppo in alto per vederli. Sta di fatto che al suo arrivo il negoziante si trovò una discreta folla ad aspettarlo davanti al negozio.

Con grande sorpresa aprì il negozio, era insolito trovare tutta quella folla ad aspettarlo.  Però quando entrò ne capì il motivo, anche se non capiva come mai tutti quei giocattoli erano lì per terra.

Ma non ebbe il tempo per pensarci su, poiché i bambini si erano già fiondati sui giocattoli e ognuno ne prese il possesso. Non tutti i giocattoli furono acquistati quel mattino, ma ne erano certi quelli che rimasero lì, il passaparola avrebbe portato altri clienti e ogni gioco avrebbe trovato un bimbo con cui giocare e una nuova casa in cui abitare, lontano da quella buia scatola…

 

Troverai la favola nella scatola,

accompagnerà i giocattoli in tutto il loro viaggio…

 

Laila Rosèla

 

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Altalena Serena

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Le avvenute dell’Altalena Serena

Oggi era il giorno! Oggi era quel giorno, ne era certa, era talmente eccitata che non stava più nella buccia. Glielo aveva detto anche il suo costruttore, si ricordava bene mentre gli dava le ultime rifiniture con la carta vetrata”Quella a grana fine per farti più bella” Come diceva lui. “Vedrai, vedrai” intanto che la rimirava orgoglioso “ un bel giorno qualcuno ti prenderà dallo scaffale e ti porterà via dal negozio di giocattoli, ti condurrà in una bella casa e giocherà con te tutto il giorno ……”.

E chi poteva dargli torto, era proprio una bella altalena, tutta di legno lavorato, di quelle che usano le bambine per giocarci con le bambole. Le mettono a dondolare a due o tre dipende da quanto sono grandi le loro preferite e mentre sorseggiano un buon tè, giù a chiacchierare tutto il pomeriggio come delle vere Signore.

Inoltre mancava poco a quel giorno, come lo chiamavano gli altri giocattoli già …? Ah si! Natale! E’ un periodo, gli avevano spiegato, in cui gli scaffali si svuotano e tutti i giochi trovano una loro casa.

Nel frattempo che fantasticava sulla sua vita futura, con paesaggi e scenari da sogno, non si era accorta che una bambina, ben vestita e con un leggero profumo di lavanda, la osservava già da un po’ rimirandola da tutti i lati.

“Eccola e lei, è quella che ho visto a casa di Laura !” gridò all’improvviso, facendo sobbalzare non poco le persone circostanti “ Mamma, mamma, voglio quella è proprio lei” .

Con calma flemmatica, una signora, dall’indubbia somiglianza con la bambina, si apprestò a controllare l’oggetto responsabile dell’entusiasmo di sua figlia.  Con fare un po’ distaccato di chi è abituata a soddisfare i desideri dei figli e dopo un rapido controllo al cartellino del prezzo, disse con fare benevolo “ Si d’accordo è molto bella e il prezzo è giusto”, riflettendo sul fatto che quell’oggetto s’intonava perfettamente con l’arredamento della stanza dei giochi, anche il colore del legno era giusto.

Il destino della bella altalena fu presto compiuto e dopo un rapido passaggio alle casse per i gesti di rito, il giocattolo trovò il suo provvisorio alloggio in un’ampia borsa tutta colorata, con impresso all’esterno un bel disegno, raffigurante il negozio di giocattoli; non prima naturalmente di essere stata ben bene impacchettata e legata con un bel nastro rosso.

La breve sosta sotto l’albero di Natale in casa, non impensierì certo l’altalena, che di lì a poco sarebbe diventata un membro permanente della casa.

Il giorno fatidico dell’apertura dei regali, il pacco con il fiocco rosso attirò subito l’attenzione, l’aria fu riempita di un’esplosione di gridolini di gioia e Giulia, questo era il nome della fortunata, mostrò subito a tutti il suo nuovo gioco.

“ Guarda Papà, guarda che bella! adesso posso fare anch’io il gioco del te con le mie amiche“ una rapida occhiata seguita da un breve cenno d’approvazione dell’uomo, disegnò un bel sorriso sulle labbra della bambina, decretando l’ingresso ufficiale del giocattolo nella nuova casa.

La stanza dei giochi era stupenda. Le pareti di colore rosa, erano intervallate da due grandi finestre impreziosite da tende sottili e delicate che riempivano di luce calda l’ambiente . Giochi di vario tipo erano disposti ordinatamente sui vari scaffali. Conteneva inoltre molte bambole con i loro innumerevoli accessori, segno evidente di un discreto benessere.

L’altalena trovò subito posto al centro della stanza, su di un bel tappeto colorato a tinte gialle  e due belle bambole conquistarono il posto sulla panchina facendo bella mostra di se, con indosso  sgargianti vestiti viola e fucsia.

“Mamma domani posso invitare, Laura ed Elisa per fargli vedere i nuovi giochi?” il desiderio di mostrare i suoi nuovi regali era evidente e disegnò un sorriso soddisfatto sul volto della madre, quando voleva sua figlia era proprio uguale a lei.

“ Certo cara” fu la risposta pronta “ Ci penso ad avvisarle , così tu starai con le tue amiche ed io farò quattro chiacchiere con le loro mamme “

Il giorno dopo tutto era pronto e appena poco dopo l’ora concordata la casa si animò degli ospiti invitati e la nuova altalena fu presto al centro dell’attenzione. Era proprio uguale a quella di Laura anzi forse migliore più rifinita più … nuova.

 

Achille

 

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